Le analisi chimico-fisiche, effettuate nei bimestri marzo-aprile 2000 e luglio-agosto 2000, relative alla concentrazione di metalli pesanti, riguardano n° 62 campioni prelevati dalle acque e n° 43 campioni prelevati dai sedimenti, negli Stagni di S. Gilla e Capoterra. Tali verifiche sono state effettuate lungo 11 transetti (A-M), secondo l'indicazione proposta dal Comitato Tecnico Scientifico incaricato. Sono stati inoltre analizzati campioni di Molluschi Bivalvi, Teleostei e Crostacei Brachiuri. I metalli pesanti, la cui concentrazione in acque, sedimenti e ittiofauna è stata analizzata mediante l'ausilio di laboratorio esterno, sono riportati nella Tabella 1.
Analisi chimica delle acque
Gli esiti delle analisi delle acque effettuate nelle stagioni primaverile ed estiva hanno evidenziato che le concentrazioni dei metalli pesanti rientrano nella norma, ed in particolare nei valori imperativi (I) riportati nella Tabella 1/A, categoria A1*, del D.L. n° 152, per cadmio, cromo, piombo e rame e nel valore guida (G) per lo zinco (Tab. 2). La concentrazione di mercurio è risultata superiore rispetto a quella prevista nella Tab. 1/A, del D.L. n°152 (imperativo I = 0.001 mg/l per le categorie A1, A2**, e A3***) nel 77.4% dei campioni analizzati in marzo-aprile '00 e nell'87.1% di quelli rilevati in luglio-agosto '00. Rispetto al valore limite previsto nella Tab. 3 del D.L. n°152 (£0.005 mg/l) tale concentrazione è risultata superiore nel 45.1% dei campioni della prima campagna e nel 66.1% della seconda. I valori massimi riscontrati sono stati di 0.035 mg/l (E4) in primavera e di 0.115 (M1) in estate (Fig. 1).
*A1 - Trattamento fisico semplice e disinfezione
**A2 - Trattamento fisico e chimico normale e disinfezione
***A3 - Trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione
Analisi chimica dei sedimenti
Gli esami di laboratorio, a cadenza annuale, effettuati su campioni di sedimenti raccolti nel mese di aprile 2000, volti alla valutazione della concentrazione dei metalli pesanti, hanno mostrato valori particolarmente bassi per cadmio, sempre presente in quantità <5.0 mg/Kg, cromo, il cui valore medio è risultato pari a 9.7 mg/Kg (min<5.0 mg/Kg; max=19.0 mg/Kg) e rame, con una concentrazione media di 12.9 mg/Kg (min=2.0 mg/Kg; max=22.0 mg/Kg) (Fig. 2A). Lo zinco è risultato presente nei sedimenti con una concentrazione media pari a 96.9 mg/Kg; i valori più alti sono stati riscontrati nei siti D5 (316.0 mg/Kg), corrispondente alle vasche pensili, e B2 (287.0 mg/Kg), corrispondente al colatore sinistro del Flumini Mannu. La concentrazione media del piombo è risultata pari a 54.2 mg/Kg con un massimo di 203.0 mg/Kg rilevato nel sito B2 (colatore sinistro del Flumini Mannu) (Fig. 2b)
Per quanto le concentrazioni più alte dello zinco si aggirino intorno a 300 mg/Kg, valore considerato ai limiti inferiori delle situazioni di inquinamento, la loro presenza non va sottovalutata; inoltre i livelli raggiunti dal piombo in diversi punti della laguna richiedono cautela (Indagine sulla distribuzione dei metalli pesanti nell'area di accumulo dei fanghi dragati dalla laguna di Santa Gilla C.N.R. 1991). La concentrazione media di mercurio è stata di 0.8 mg/Kg con un valore massimo di 5.0 mg/Kg riscontrato nel sito D1, corrispondente alla foce del Rio Sestu. Se si prende in considerazione la media dei valori per transetto si può notare che la concentrazione di mercurio nei sedimenti tende a diminuire man mano che ci si sposta dalla parte alta della laguna verso la bocca a mare: infatti i valori medi parziali più alti, ad eccezione del transetto B (0.4 mg/Kg), si riscontrano nei transetti A (1.3 mg/Kg), C (1.9 mg/Kg), D (1.5 mg/Kg) ed E (1.0 mg/Kg) mentre nei successivi (F-M) sono compresi tra 0.2 e 0.5 mg/Kg (Fig. 2C).
Analisi chimica dell'ittiofauna
Le analisi chimiche condotte in merito alla presenza dei metalli pesanti nelle risorse ittiche sono state effettuate su esemplari di Molluschi Bivalvi rappresentati dalla vongola verace Ruditapes decussatus (Linnaeus, 1758), Teleostei rappresentati dai mugilidi Liza ramada (Risso, 1826) e Liza aurata (Risso, 1810) e Crostacei Brachiuri rappresentati dal granchio Carcinus aestuarii (Nardo 1847). I parametri biometrici rilevati sono stati i seguenti: altezza (H), larghezza (L), spessore (S), espressi in mm, e peso totale (PT), espresso in g, per le risorse malacologiche; lunghezza totale (LT) espressa in cm, peso totale (PT) in g, sesso e stadio maturativo delle gonadi per le risorse ittiche; lunghezza carapace (LC) espressa in mm, peso totale (PT) in g, sesso e stadio maturativo delle uova esterne per le risorse carcinologiche.
Per quanto attiene cadmio e cromo tutti i campioni esaminati hanno mostrato valori <5 .0 mg/Kg. Nei Molluschi Bivalvi la concentrazione di rame è stata <2.0 mg/Kg e quella di mercurio <0.05 mg/Kg; la concentrazione di piombo è risultata <5.0 mg/Kg nel 75% dei campioni e pari a 8.0 mg/Kg nel 25%; le concentrazioni di zinco sono risultate aumentare in funzione delle dimensioni degli esemplari con un massimo di 22.0 mg/Kg. Nei Teleostei, rappresentati da mugilidi con gonadi nel primo stadio maturativo di sviluppo, il piombo ha mostrato valori <5.0 mg/Kg, nel 75% dei campioni, e pari a 14.0 mg/Kg nel 25%. Il mercurio è risultato presente in quantità inferiori a 0.7 mg/Kg, fatta eccezione per un esemplare nel quale è stato riscontrato un valore pari a 0.8 mg/Kg; zinco e rame sono risultati compresi rispettivamente tra 5.0 mg/Kg e 46.0 mg/Kg e tra 12.0 mg/Kg e 46.0 mg/Kg. Infine, nei Crostacei Brachiuri le cui femmine esaminate erano prive di uova esterne, la concentrazione di piombo e mercurio è stata, rispettivamente, minore di 5.0 e di 0.7 mg/kg ad accezione di un esemplare in cui tali parametri hanno raggiunto una concentrazione di 11.0 e 1.5 mg/kg; zinco e rame hanno mostrato concentrazioni comprese rispettivamente tra 30.0 e 39.0 mg/Kg e tra 13.0 e 32.0 mg/Kg.

Febbraio - marzo 2001
Conclusione delle attività di prelievo di campioni di acque (terza campagna) per l'effettuazione di analisi chimiche e di monitoraggio (bimestre febbraio-marzo 2001) chimico-fisico realizzato con uso di sonda multiparametrica, mediante il personale dell'Ufficio Life.
Marzo 2001
Consegna alla Ditta Appaltatrice dei lavori di rimozione dei materiali nelle discariche selvagge, disposte lungo le sponde dello stagno e degli immissari per un'estensione di circa 100.000 mq.
Consegna dei lavori di recinzione a protezione degli immissari dello stagno e dei canneti per un'estensione di circa 3000 m.
Conclusione dei lavori assegnati in economia diretta con le maestranze del Progetto per la realizzazione e il ripristino di isolotti nelle saline e nella laguna aperta al fine di favorire la nidificazione di specie di laro-limicoli coloniali per un'estensione di circa 100.000 mq.
Realizzazione di una prima campagna di spot televisivi e spazi su giornali locali per pubblicizzare le attività del Progetto e la presenza di uno stand al Turisport della Sardegna 2001.
Aprile 2001
Seconda campagna di prelievo di campioni dei sedimenti nei 43 siti individuati nella Laguna di Santa Gilla e nello Stagno di Capoterra.

Ottobre 2000
Conclusione della campagna mensile di monitoraggio dei parametri chimico-fisici delle acque lagunari e delle falde freatiche.
Novembre 2000
Conclusione della campagna mensile di monitoraggio dei parametri chimico-fisici delle acque lagunari e delle falde freatiche.
Dicembre 2000 (12-13)
Incontro di lavoro con i responsabili della Direzione Generale Ambiente della Commissione della Comunità Europea e della Società Comunità Ambiente, e sopralluogo nell'area interessata dal progetto al fine di verificare le attività svolte ed in corso.
Gennaio 2001
Conclusione della campagna bimestrale di monitoraggio dei parametri chimico-fisici delle acque lagunari e delle falde freatiche.
Censimento periodico dell'avifauna nidificante e megratoria.
Concessione, da parte della C.E., della proroga al giugno 2002 per l'ultimazione delle attività previste dal Progetto Life-Gilia.
Conclusione del 2° seminario "Tutela delle zone umide", modulo 1, riguardante le metodiche di tutela delle zone umide e tenutosi dal 7 novembre 2000 al 30 gennaio 2001.
Collocazione di pannelli indicatori in alcuni punti nell'area interessata dal Progetto Life-Gilia per guidare i visitatori, le scuole e supportare le guide nelle visite programmate.
Monitoraggio avifauna acquatica e rapaci - Censimento stagionale.
Febbraio 2001
Conclusione del 2° seminario "Tutela delle zone umide", modulo 2, riguardante le attività di pesca ecosostenibili in un'area umida e tenutosi dal 9 novembre al 15 febbraio 2001.
Inizio dei lavori ristrutturazione di un fabbricato sito in località Terr'e Olia, destinato a centro di attività scentifica e museale.
Inizio dei lavori di bonifica delle aree degradate da discariche abusive e successivo avvio di alcuni interventi di habitat management mirati alla valorizzazione e protezione del sito.
Realizzazione e ripristino di isolotti nella zona delle Saline Contivecchi al fine di favorire la nidificazione di specie di laro-limicoli coloniali.

Come previsto dal Piano di Gestione del Progetto Life Natura '96 due laureati in scienze naturalistiche hanno svolto un tirocinio di formazione ed orientamento della durata di sei mesi complessivi, dal 17/04/00 al 16/07/2000 e dal 18/09/2000 al 17/12/2000, collaborando attivamente alla ricerca scientifica ed al monitoraggio ambientale sull'area vasta di Santa Gilla. In particolare hanno partecipato alle attività di supporto del monitoraggio dei corpi idrici affluenti nella laguna di Santa Gilla e nello Stagno di Capoterra, con il rilevamento dei dati registrati da due idrometrografi computerizzati, l'uso di asta idrometrica in cinque corsi d'acqua affluenti in laguna (Rio Mogoru, Rio Sa Murta, Rio Sa Nuxedda, Rio Santa Lucia e Rio Sestu) e di un correntometro, al fine di permettere un bilancio idrologico dello Stagno di Cagliari. Sono stati, inoltre, elaborati una serie di dati meteorologici riguardanti velocità e direzione del vento, temperatura, pressione, umidità e precipitazioni, al fine di integrare le attività di monitoraggio previste nel progetto. Uno degli obiettivi scientifici del Progetto Life Gilia è rappresentato dall'attivazione di un monitoraggio ambientale della futura area protetta. A tale fine le caratteristiche chimico-fisiche del corpo idrico sono state rilevate con l'utilizzo di sonde multiparametriche a corpo unico equipaggiate con sensori in grado di rilevare contemporaneamente valori di temperatura, conducibilità, salinità, pH, redox, ossigeno disciolto, torbidità e profondità. I dati, registrati su computer portatile, sono stati poi rielaborati con l'utilizzo di programmi software. In tutte le fasi operative del monitoraggio sopra indicato le tirocinanti sono state di valido supporto alle attività dello staff interdisciplinare dell'ufficio del Piano di Gestione costituito da biologi, periti chimici e ingegneri ambientali.

Progetto di "Messa a dimora di specie vegetali nelle aree adiacenti lo Stagno di Capoterra mediante la preliminare realizzazione di un vivaio in località Terr'e Olia e la fornitura e messa a dimora di essenze vegetali autoctone". Nell'ambito degli interventi rientranti nel Progetto "Life - Natura '96 - Gilia", l'Ufficio di Gestione del Piano sta curando la progettazione dei lavori denominati "Messa a dimora di specie vegetali nelle aree adiacenti lo Stagno di Capoterra mediante la preliminare realizzazione di un vivaio in località Terr'e Olia e la fornitura e messa a dimora di essenze vegetali autoctone" la cui spesa complessiva ammonta a circa 435 milioni di Lire. Il progetto, improntato all'utilizzo di tecniche agronomiche e di ingegneria naturalistica semplici, è finalizzato al recupero ed alla riqualificazione ambientale delle aree sopraddette e consiste schematicamente nella realizzazione di un vivaio, nella messa a dimora di diverse migliaia di piante, appartenenti a specie vegetali autoctone selezionate, e nella successiva gestione agronomica in pieno campo.
Dal punto di vista operativo, è possibile suddividere i lavori in due parti distinte e cioè:
- lavori relativi alla riqualificazione ambientale dell'area di Terr'e Olia;
- lavori relativi alla riqualificazione ambientale dell'area dello Stagno di Capoterra.
Per quanto riguarda la riqualificazione ambientale dell'area di Terr'e Olia, è prevista la realizzazione di un vivaio per la riproduzione di piante autoctone nonché l'integrazione delle macchie vegetali già presenti; l'area interessata dal miglioramento agronomico ed ambientale è situata Nord Est della strada dorsale, da cui dista 1 km circa, ha una superficie di circa 15.000 mq ed è di tipo pianeggiante.
In particolare, l'area destinata alla realizzazione del vivaio ha una forma di tipo trapezoidale ed interessa una superficie pari a circa 1.800 mq nella quale verranno realizzati due blocchi rettangolari, separati ma collegati da una apposita viabilità di servizio, di dimensioni pari rispettivamente a circa metri 17 x 34 uno e metri 14 x 62 l'altro. All'interno di tali blocchi saranno presenti:
- le parcelle, larghe metri 1,50, dove verranno posizionate le fitocelle;
- il sistema d'ombreggiamento e copertura;
- la viabilità di servizio primaria, larga metri 2,40, per la circolazione di piccoli mezzi meccanici;
- la viabilità di servizio secondaria, larga metri 0,90, per le operazioni di manutenzione ordinaria per ogni parcella da parte dei singoli operatori;
- l'impianto d'irrigazione.
L'area destinata alle fitocelle risulta pari complessivamente a metri quadri 870, sui quali potranno insistere circa 16.100 fitocelle. Sul piano d'accoglimento delle fitocelle, corrispondente a quello della parcella, verrà posto in opera un foglio di materiale sintetico, completato da uno strato di ghiaietto, realizzando così una combinazione a triplo effetto: antiradice, pacciamante e di drenaggio. Il sistema d'ombreggiamento, costituito da elementi strutturali lignei (capriate del tipo a Polanceau), con sovrastante telo continuo riparante le aree del vivaio dalla eccessiva esposizione solare, ha il duplice scopo di favorire la radicazione delle talee o delle altre parti agamiche, nella fase della loro messa in fitocella, e quello di consentire agli addetti alla manutenzione di lavorare nelle condizioni climatiche meno gravose possibili.
Le specie che verranno introdotte nel vivaio proverranno da zone madri d'attingimento, quali le foci fluviali; per la riproduzione da talea, o da rizomi o da altre parti sotterranee si moltiplicheranno le seguenti specie: Tamarix gallica, Tamarix africana, Atriplex halimus, Inula viscosa, Juncus acutus e Juncus capitatus, Arthrocnemum fruticosum, Ligeum spartum, Halimione portulacoides, Halocnemum strobilaceum, Artemisa arborescens, Inula crithmoides, Mesembryanthemum nodiflorum, Frankenia laevis, Atriplex portulacoides, Suaeda fruticosa, Typha latifolia e Typha angustifolia, Helichrysum italicum ssp. Microphyllum. La finalità di riunire in una ristretta superficie tale diversità botanica è di tipo didattico e nasce dalla volontà di permettere ai visitatori del futuro centro scientifico (in corso di ristrutturazione) di conoscere le varietà botaniche presenti nella laguna.
Ai fini del soddisfacimento delle esigenze idriche delle piante e per il raggiungimento delle condizioni ottimali per la propagazione delle varie essenze, verrà realizzato un apposito impianto di irrigazione che funzionerà su una stagione irrigua di 7 mesi, da aprile ad ottobre, con un volume irriguo complessivo di circa 8.000 mc/ha. Attraverso la realizzazione del vivaio e la sua successiva gestione, si vuole costituire un centro di riproduzione delle specie tipiche di questa particolarissima zona umida, al fine di dare finalmente concreto avvio alla fase di rinaturalizzazione a verde delle zone lagunari oggi assolutamente spoglie.
Per quanto riguarda invece i lavori relativi alla riqualificazione ambientale dell'area denominata "stagno di Capoterra", è prevista la piantumazione di specie vegetali e le successive operazioni colturali di mantenimento; l'area interessata, situata a Sud Ovest della strada dorsale, ha una superficie di pari a 16.000 mq circa e coincide col perimetro della vasca pre-salante di lunghezza pari a 5,5 km circa. Le piantumazioni, realizzate con le specie già utilizzate nell'intervento di Terr'e Olia, saranno notevolmente incrementate con quelle di piante fornite a piè di cantiere, costituite sempre da specie tipiche dell'area; inoltre, per la piccola area d'accoglienza dei visitatori, si utilizzeranno anche individui ed esemplari a comportamento più arborescente quali Tamarix spp., Pistacia lentiscus, Olea europea sylvestris e Phyllirea angustifolia, oltrechè di Acacia spp. In quest'area si completerà il suddetto infittimento con l'introduzione di piante d'oleandro di diverse tonalità cromatiche al fine di movimentare questa zona intermedia dal punto di vista del colore.
L'intervento nell'area dello Stagno di Capoterra proseguirà sui due margini dell'argine della vasca salante (ciascuno per una larghezza di metri 2,00), attraverso piantumazioni, effettuate quasi tutte a mano, mediante formazione di buche in cui si addizionerà, prima della messa a dimora, un apposito substrato naturale (miscela di terra proveniente da Santa Gilla e cave di prestito, sabbia, gesso, stallatico e terra di coltivo) in grado di migliorare sia le caratteristiche nutrizionali del suolo base, che quelle fisiche e fisico-chimiche. Il miglioramento pedologico proposto, prevede l'uso di composti naturali, tipici delle tradizionali pratiche agronomiche estensive, al riparo da qualsiasi pericolo d'inquinamento di falda. Le piante utilizzate per l'intervento di rinaturalizzazione saranno sia quelle reperite sul mercato, di origine botanica certa che quelle prodotte dal vivaio, dopo il naturale periodo di affrancamento. Lo schema di piantumazione sarà simulato in modo tale da rispettare le naturali casualità, pertanto si eviteranno sia i sesti ripetitivi, che le formazioni innaturali omogenee e monospecifiche. Successivamente alla messa a dimora, è prevista la gestione agronomica delle piante basata essenzialmente sugli interventi irrigui di soccorso, per il pieno attecchimento delle piante, sull'apposizione di un piccolo tutore riportante il logo del progetto Gilia, e sulle contenute operazioni di lavorazione del suolo, per assicurare il migliore assorbimento delle acque piovane e di quelle somministrate con le irrigazioni. La durata del periodo di gestione è pari ad un anno per le piante oggetto di fornitura e di sei mesi per quelle provenienti dal periodo di radicazione ed affrancamento in vivaio; in entrambi i casi la durata del periodo di gestione si intende conteggiata a partire dalla messa a dimora dell'ultimo lotto di piante.
Relativamente alle specie vegetali che verranno utilizzate, l'elenco delle talee da raccogliere, propagare agamicamente, inserire a vivaio e reintrodurre successivamente a dimora è il seguente. Mentre quello delle talee da acquistare e porre a dimora è il seguente:
| Tamarix gallica | 2.000 |
| Tamarix africana | 2.000 |
| Atriplex halimus | 1.000 |
| Inula viscosa | 1.000 |
| Juncus acutus | 500 |
| Juncus capitatus | 1.000 |
| Arthrocnemum fruticosum | 2.000 |
| Ligeum spartum | 500 |
| Inula viscosa | 1.000 |
| Halimione portulacoides | 500 |
| Halimione strobilaceum | 500 |
| Artemisa arborescens | 1.000 |
| Inula crithmoides | 500 |
| Mesembrianthemum nodiflorum | 3.000 |
| Frankenia laevis | 1.000 |
| Suaeda fruticosa | 2.000 |
| Atriplex portulacoides | 1.000 |
| Typha latifolia | 1.000 |
| Typha angustifolia | 1.000 |
| Helicrysum italicum ssp. Microphyllum | 500 |
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| Totale | 23.000 |
In totale, gli individui da mettere a dimora risultano pertanto pari a 34.240 pezzi, di numerose specie autoctone e tutte caratterizzate da una buona adattabilità alle particolari condizioni microclimatiche dell'area.

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