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I FENICOTTERI DI SANTA GILLA AMBASCIATORI DELLA SARDEGNA
Dopo i primi tentativi di riproduzione del fenicottero nello stagno di Santa Gilla di Cagliari (1979-1980), quest'anno si è insediata una colonia di circa 800 coppie nelle Saline di Macchiareddu. Questa specie di uccelli si riproduce ormai da 7 anni nelle zone umide cagliaritane a conferma dell'importanza internazionale degli stagni di Molentargius e Santa Gilla, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici. Nell'ambito del progetto LIFE Natura '96 GILIA e grazie alla costruttiva collaborazione dell'Ing. Mario Corazza e dell'Ing. Roberto Garau, responsabili Enichem e Saline Ing. Luigi Contivecchi S.p.A., il 7 agosto e stata realizzata una campagna di inanellamento dei pulcini secondo lo schema già sperimentato nel 1997 a Molentargius. La marcatura dei circa 200 pulli con anelli rossi in PVC, recanti una combinazione di lettere o numeri, leggibili a distanza con un buon cannocchiale, consentirà lo studio degli spostamenti e della biologia dei fenicotteri di Santa Gilla in tutto il Mediterraneo. L'operazione molto complessa ha coinvolto 70 ricercatori e naturalisti, l'Assessorato Difesa per l'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, la Station Biologique de la Tour du Valat (Francia), l'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica di Bologna, l'Associazione per il Parco di Molentargius e i pescatori della cooperativa Su Castiau di Capoterra.
Le attività per la campagna di inanellamento si sono articolate in due giornate consecutive. Tutta l'operazione ha richiesto il coinvolgimento di circa 70 esperti (3 dei quali sono stati incaricati dall'Amministrazione) di comprovata esperienza, provenienti dalla Sardegna, dal resto d'Italia, dalla Camargue, dalla Germania, dell'Associazione del parco di Molentargius, nonché dal corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della regione Sarda. La sera del primo giorno è stato organizzato un seminario introduttivo al quale ha partecipato tutto il personale necessario per il monitoraggio straordinario e durante il quale sono state organizzate le attività del giorno successivo. Il secondo giorno ha avuto luogo la campagna di inanellamento. Le attività sono iniziate alle 5,00 del mattino e si sono concluse alle 8,30 circa. E' stato allestito un impianto di cattura nella parte centrale delle Saline di Santa Gilla, in prossimità dell'Isola Ischeras, ed è stata effettuata una battuta per incanalare i pulli verso l'impianto di cattura. Sono stati inanellati circa 200 pulli di fenicottero.
Tutte le operazioni effettuate sono state trascritte in un apposito registro ed i pulcini marcati iscritti nell'anagrafe internazionale dei fenicotteri. E' stato allestito un "pronto soccorso" veterinario con la supervisione dell'Istituto Nazionale per la fauna selvatica. Fortunatamente solo 5 pulcini hanno avuto bisogno di assistenza e non sono state registrate perdite, come spesso accade. Nei giorni precedenti, è stato messo in opera il sistema di cattura per inanellamento dell'avifauna, costituito da due ali laterali di lunghezza non inferiore ai 100 metri convergenti verso una camera circolare di diametro non inferiore a 18 metri, da realizzarsi mediante teli di iuta, o rete, sostenuti da pali di castagno infissi nel terreno. Tali opere sono state realizzate presso le vasche evaporanti della Società Saline Ing. Contivecchi S.p.A., site in località Ischeras, e sono state smantellate al termine delle operazioni. Le attività di cattura temporanea sono state supportate da cinque imbarcazioni a fondo piatto. L'operazione di marcatura è stata effettuata da Sergio Nissardi, Pierfrancesco Murgia, Alberto Fozzi e Carla Zucca, inanellatori sardi che hanno superato l'esame di abilitazione presso l'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, Oltre alle operazioni di inanellamento dei circa 200 pulli, effettuate con i tradizionali anelli metallici ed anelli in PVC rosso, sono stati rilevati il peso, la lunghezza dell'ala e la lunghezza del tarso dei fenicotteri marcati.

IL MONITORAGGIO AMBIENTALE
Per monitoraggio ambientale si intende quell'insieme di operazioni e di indagini in campo ed in laboratorio volte alla conoscenza dei parametri fisici e biologi che caratterizzano il funzionamento di un ecosistema. Si tratta dunque di una operazione difficile e complessa, ma anche impegnativa sotto il profilo del tempo, delle professionalità necessarie e dell'impegno finanziario conseguente. Per questa ragione spesso si ricorre al monitoraggio di alcuni aspetti specifici o di alcuni parametri particolari capaci di mettere in luce, complessivamente, lo stato dell'ambiente in maniera per così dire sintetica ed essenziale, i quali vengono definiti "indicatori". Altre volte si ricorre a sistemi di monitoraggio che potremo definire misti, ovvero che a partire dall'analisi degli indicatori prevedono approfondimenti per aspetti o aree particolari senza dover necessariamente andare a verificare costantemente tutto l'ecosistema. Ovviamente questo è possibile quando l'ecosistema è in buone condizioni di equilibrio altrimenti, come un organismo malato, necessita di controlli costanti e continui.
Il monitoraggio ha lo scopo di poter controllare lo stato dell'ambiente nella sua evoluzione dinamica per effetto dei processi naturali (meteoclimatici, litorali, fluviali, ecc.) o antropici (modificazioni ambientali, modificazioni del bilancio idrologico, inquinamento, ecc.) i quali possono influenzare direttamente o indirettamente l'ambiente.
Il monitoraggio è indispensabile sia per predisporre interventi e progetti capaci di avere rilevanti incidenze ambientali, ovvero per seguire la reattività dell'ecosistema alla modificazioni introdotte sia per gestire in maniera consapevole un ambiente o un ecosistema. Infatti, la conoscenza tempestiva dei cambiamenti o degli equilibri che ne regolano il funzionamento può servire a prevenire o ad evitare crisi o perturbazioni che talora possono avere riflessi sulle caratteristiche naturalistiche, sulla produttività o anche sulla salubrità dell'ecosistema medesimo. Ne sono esempi emblematici le ricorrenti crisi legate a quei fenomeni di bloom algale con le conseguenti morie di pesci e molluschi che nella stagione estiva caratterizzano alcune delle zone umide della Sardegna, le quali altro non sono che l'effetto di uno squilibrio meglio noto come eutrofizzazione che da tempo era già in atto nelle caratteristiche chimico-fisiche e biologiche dell'ecosistema. Si intende per eutrofizzazione, infatti, una condizione di evoluzione di ambienti acquatici verso uno stadio di squilibrio della biomassa per eccessivo sviluppo della vegetazione in seguito ad arricchimento delle acque in materiali organici ricchi di nutrienti. L'eutrofizzazione è generalmente provocata da scarichi agricoli, industriali e urbani nei corsi d'acqua o nelle lagune con debole ricambio e si manifesta spesso in maniera drammatica con lo sviluppo abnormae e la salita in superficie di alghe (sovente Cianoficee) determinando le ben note "fioriture algali" o "bloom algali" che poi ostruiscono le branchie dei pesci impedendogli la respirazione.
Nello stesso tempo tali alghe alterano l'equilibrio nella distribuzione dell'ossigeno nell'acqua, liberano sostanze tossiche e maleodoranti e colorano le acque togliendo ad esse limpidità e trasparenza. In proposito va ricordata come esperienze della quale fare tesoro, quanto è successo a fine giugno nello stagno di Cabras con la moria di tonnellate di pesci e la catastrofe produttiva ed economica per quanti dalla pesca traevano profitto e sostentamento. Lo stesso fenomeno, peraltro minaccia le aree più interne, che sono le più vulnerabili, della laguna di Santa Gilla dove persistono ancora scarichi urbani inquinanti e dove il ricambio idrico dai corsi d'acqua (ormai quasi inariditi anche per effetto degli invasi realizzati nel loro bacino) e dal mare è insufficiente. E' evidente che un monitoraggio sistematico ovvero pianificato e ripetuto nel tempo può fornire utili indicazioni per comprendere dove, come e perché si verificano tali crisi ambientali e consentire, per quanto possibile, di programmare gli interventi necessari per prevenirle o attenuarne gli effetti. Per essere utile ed attendibile il lavoro va condotto con criteri e metodi codificati con rilevamenti e campionamenti effettuati in stazioni che possano consentire la ripetitività delle indagini.
Per quanto concerne lo Stagno di Cagliari, che comprende tutta la zona umida che va dalla laguna di Santa Gilla sino allo Stagno di Capoterra e alla Foce del Riu Santa Lucia, nell'ambito del Progetto Life-GILIA è stato predisposto uno specifico Piano di monitoraggio che comprende indagini e campionamenti sistematici sui sedimenti, sui corpi idrici, sull'ittiofauna (pesci, molluschi e crostacei) e sull'avifauna; sono poi previste indagini per verificare i cambiamenti negli usi del suolo, nella copertura vegetale e nelle infrastrutture mediante l'esecuzione di riprese aeree in bianco a colori e successiva fotointerpretazione e restituzione in cartografia tematica. Per quanto concerne i corpi idrici l'intera operazione di monitoraggio sarà coordinata, per quanto riguarda criteri e metodi operativi, con i campionamenti in atto nell'ambito del rilevamento sistematico delle caratteristiche dei corpi idrici previsto dalla legge 319 del 10.5.1976, con quelli previsti o programmati nell'ambito del SINA (Servizio informativo Nazionale Ambientale) e con quelli previsti dal Piano Integrato d'Area a cura del Consorzio Ittico di Santa Gilla concessionario della pesca in laguna. Questo consentirà di contenere i costi o comunque di ampliare il quadro conoscitivo attivando sinergie capaci di riverberare positivi effetti sulla gestione complessiva della zona umida. A questo proposito giova ricordare che per corpo idrico si intende qualsiasi massa d'acqua che, indipendentemente dalla sua entità, presenti proprie caratteristiche idrologiche, fisiche, chimiche e biologiche e sia, o possa essere, suscettibile di uno o più impieghi. In base a tale definizione nell'area dello Stagno di Cagliari sono presenti i seguenti tipi di corpi idrici:
- acque fluviali;
- acque di falda dolci o leggermente salmastre;
- acque lagunari o di transizione dulcicole o salmastre;
- acque costiere salate;
- acque delle saline salate o molto salate.
Anche in relazione a quanto detto in precedenza i campionamenti predisposti nell'ambito del Piano di gestione del Progetto Life-GILIA sono da considerare integrativi rispetto a quelli di competenza di altri soggetti e saranno tesi da un lato a d avere un quadro complessivo sullo stato dell'ecosistema stagnale e delle sue tendenze evolutive e dall'altro alla soluzione di problemi specifici nell'ottica di una gestione integrata della zona umida. Ovviamente il monitoraggio della laguna non può prescindere da quello dei corsi d'acqua che vi affluiscono e della bocca a mare per rilevare la qualità e la quantità delle acque in entrata e in uscita. Per questo sono state previste delle stazioni di rilevamento su tutti gli immissari (Fluminimannu, Riu Cixerri, Riu di Sestu, Riu Giacu Meloni e canali scolmatori) ed in corrispondenza nel Ponte della Scafa. Altre stazioni di campionamento sono state previste nello Stagno di Capoterra, nel Riu Santa Lucia e nella sua bocca a mare nei pressi del Ponte Maramura. Visto che i più gravi problemi in quest'area sono costituiti dagli eccessivi emungimenti della falda che creano dannosi processi di infiltrazione di acqua marina nella falda si è previsto anche un monitoraggio esplorativo dell'acqua di falda attraverso campionamenti periodici in una serie di pozzi che verranno selezionati lungo l'interfaccia tra lo stagno e le aree circondariali.

RECUPERO AMBIENTALE
Principali interventi finalizzati al recupero ambientale della laguna di Santa Gilla:
- Progetti realizzati:
- dragaggio dei fondali
- realizzazione di grandi vasche pensili emerse
- realizzazione di canali di intercettazione acque contaminate
- realizzazione di una soglia sfiorante e di opere di regolazione idraulica alle foci del Flumini e del Cixerri
- realizzazione di un canale per il deflusso delle acque dolci nel Porto Canale
- realizzazione di un'opera di presa a mare e di un canale di adduzione dell'acqua fresca (in via di completamento)
- realizzazione di uno stabulario, di uno schiuditoio per vongole e di un'avannotteria a Sa Illetta
- realizzazione di fabbricati di servizio e guardiania
- realizzazione delle opere di cattura (lavorieri) tra Sa Illetta e la Centrale ENEL
- realizzazione di un elettrodotto per l'approvvigionamento di energia nella zona industriale
- Progetti in itinere:
- realizzazione di un elettrodotto nella sponda orientale dello Stagno
- predisposizione di un progetto di gambericoltura di circa 200 ettari da realizzare nelle vasche pensili
- realizzazione delle opere ed infrastrutture annesse al progetto 2
- prolungamento e ampliamento del canale sulla sponda orientale
- interventi di ripristino della soglia sfiorante
- interventi di ripristino dei lavorieri danneggiati

MODIFICAZIONI AMBIENTALI E INQUINAMENTO
Quadro delle principali modificazioni e delle trasformazioni della zona umida a partire dal secolo scorso:
Taglio dei canali a "zampa d'oca" fatti scavare nel secolo scorso lungo il lido della Plaja per favorire la montata dei pesci, il mantenimento dei livelli di salinità e l'ossigenazione delle acque.
Realizzazione delle Bonifiche di Tanca di Nissa e Tanca Todde.
Trasformazione a salina di una parte dello stagno di Cagliari con la realizzazione di arginature, canali e vasche salanti.
Costruzione delle strutture del "villaggio delle Saline".
Realizzazione delle opere di sistemazione idraulica delle aste terminali del Fluminimannu e del Rio Cixerri e bonifica di estese zone palustri.
Trasformazione da zona agricola a zona industriale dell'area di Macchiareddu.
Realizzazione del Porto Canale.
Utilizzo come scarico fognario dei centri abitati adiacenti e, tramite gli affluenti, anche di alcuni centri più lontani.
Esplosione del colera nel 1973 e chiusura alla pesca.

OBIETTIVI RAGGIUNTI E PROGRAMMATI
Gli obiettivi raggiunti nel periodo compreso tra il gennaio 1998 ed il primo semestre del 1999 si possono riassumere nella conclusione di una prima fase preliminare, che ha visto il suo termine con la redazione e l'approvazione da parte dei Comuni associati del Piano di Gestione, e l'inizio della fase di operatività del progetto, con le ricerche di mercato, la definizione degli appalti per l'acquisto di attrezzature, apparecchiature e servizi, per un ammontare di circa 650.000.000 di lire, e l'assunzione di un primo nucleo di personale per la realizzazione dell'Ufficio del Piano. La redazione del Piano di Gestione ha richiesto uno sforzo preliminare mirato alla partecipazione delle popolazioni e degli Enti territorialmente interessati alla stesura del documento "Piano di Gestione", in modo da ottenere un documento quanto più possibile aderente alle necessità delle comunità locali.
A questo scopo, numerosi incontri si sono succeduti durante i primi tre mesi del 1998, dopo un convegno di presentazione svolto presso la sala conferenze del C.I.S. (09/01/1998). Tra questi incontri si ricordano la consultazione della R.A.S. (Assessorato Difesa Ambiente), della Capitaneria di Porto, delle Associazioni e Cooperative della pesca, delle Associazioni Ambientaliste, della Società Enichem e Società Conti Vecchi S.p.A. e del C.A.S.I.C.; non ultimi gli incontri di lavoro tenutisi nelle Sale Consiliari dei quattro Comuni impegnati nel progetto.
La stesura definitiva del Piano di Gestione ha avuto termine all'inizio dell'agosto 1998, è stata rimodulata in seguito alle osservazioni della Commissione per l'Ambiente della Comunità europea ed è stata presentata nell'ambito del convegno internazionale "Life Nature a tool for the conservation of Mediterranean wetland, analysis and evaluation" tenutosi a Barcellona nel novembre dello stesso anno, durante il quale si è venuti a conoscenza dello stato di attuazione di numerosi altri progetti Life attualmente operanti nel bacino del Mediterraneo.
L'approvazione ufficiale del Piano di Gestione da parte dei Comuni associati si è conclusa entro il primo mese del 1999. Per il raggiungimento degli obiettivi indicati nel Piano di Gestione è stato allestito un primo Ufficio per la gestione operativa del Piano: sono stati ristrutturati alcuni locali siti in via Po, a Cagliari, vecchia sede amministrativa del civico mattatoio (4 uffici ed una sala riunioni), e sono stati assunti, con contratto a tempo determinato, 3 tecnici (1 ingegnere, 1 perito edile, 1 geometra) ed 1 operaio, è stata conclusa una convenzione che regola la collaborazione con 2 biologi esperti in monitoraggio dell'avifauna e sono in via di definizione altre 3 assunzioni a tempo determinato (1 idrobiologo, 1 perito chimico, 1 operaio). Il lavoro dell'Ufficio del Piano ha permesso la predisposizione degli atti amministrativi necessari per la fornitura di attrezzature, apparecchiature e servizi necessari per lo svolgimento delle attività previste nel Piano di Gestione. In merito al raggiungimento degli obiettivi previsti nel Piano di Gestione, sono già conclusi gli acquisti relativi alle apparecchiature informatiche ed agli arredi (Ufficio del Piano di Gestione), all'automezzi e della motopompa su carrello (lavori di risanamento ambientale e di habitat management), all'imbarcazione (monitoraggio delle acque) ed alle apparecchiature fotografiche ed ottiche (monitoraggio dell'avifauna), mentre sta per essere effettuata la fornitura dei materiali necessari per la cattura di esemplari a fini scientifici (monitoraggio dell'avifauna) e delle apparecchiature per l'analisi chimico-fisica delle acque (monitoraggio delle acque). Per quanto riguarda le attività di sensibilizzazione del pubblico e di divulgazione dei risultati, dopo l'aggiudicazione della gara relativa, è in corso di realizzazione il primo documentario, dei due previsti, mentre è stata aggiudicata la gara per la fornitura dei servizi relativi alle attività di sensibilizzazione e comunicazione: sono previsti l'allestimento di uno stand sul progetto Life-Gilia nell'ambito della Fiera Campionaria della Sardegna (anni 2000 e 2001) e del Turisport (anni 2000 e 2001), l'organizzazione di tre conferenze nei Comuni di Assemini, Capoterra ed Elmas e di un convegno, a Cagliari, in occasione della conclusione del progetto, nonché la realizzazione di tutto il materiale divulgativo (poster, pieghevoli, brochure, pubblicazioni periodiche, cartelli informativi). Definizione univoca del ruolo del Life-Gilia rispetto alle azioni programmate, di cui deve essere conclusa la fase progettuale, secondo l'accordo di programma P.I.A. 6 sud Santa Gilla. A tale merito, si allega la sintesi del verbale della riunione del 30/06/1999 ed il contestuale accordo tra i Comuni associati ai fini del Life, il Coordinatore del P.I.A. 6 sud Santa Gilla, il Responsabile del Progetto Life-Natura Gilia ed i rappresentanti del Consorzio Ittico Santa Gilla.
1°) periodicamente (con frequenza mensile), durante l'attuazione del progetto sperimentale propedeutico al Progetto di gambericoltura, il Coordinatore del Progetto P.I.A. 6 Sud Santa Gilla congiuntamente con il Responsabile del progetto Life-Natura Gilia promuoveranno un incontro di lavoro tra i Componenti del CTS incaricati dalle Amministrazioni Comunali associate ai fini del Life Natura '96-Gilia con i Rappresentanti del Consorzio Ittico al fine di verificare le azioni svolte ed i risultati conseguiti. In tale sede potranno, inoltre, essere richiesti elementi integrativi e/o approfondimenti su particolari aspetti della sperimentazione.
2°) Il Concessionario si impegna a predisporre, in allegato al progetto definitivo, un "rapporto sulla incidenza ambientale" del medesimo sull'ecosistema stagnale. Lo stesso progetto dovrà curare in particolare gli interventi di mitigazione ambientale. A tale fine sin d'ora si indica che una parte della piattaforma, denominata vasche pensili, verrà recuperato a fini naturalistici, secondo uno schema da concordare congiuntamente, e che tutta l'area verrà destinata ad un uso produttivo estensivo ecocompatibile. Tra le attività che hanno preso il via, particolare rilevanza riveste la campagna straordinaria di inanellamento dei pulcini di fenicottero, eseguita il 7 agosto, in collaborazione con la Società Ing. Luigi Conti Vecchi S.p.A., mediante il coinvolgimento della R.A.S., Assessorato per la Difesa dell'Ambiente, dei tecnici dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, della Stazione Biologica di Tour du Valat (Camargue) e dell'Associazione per il Parco di Molentargius Saline Poetto. Tra le attività future segnaliamo il progetto didattico Gilianet, che avrà inizio con il nuovo anno scolastico e sarà rivolto alle scuole secondarie superiori e prevede il coinvolgimento, mediante l'ausilio di una società di formazione, di 5 scuole dei Comuni associati, per un totale di 100 studenti, nella realizzazione di un sito Internet (100 Mb) che illustrerà, oltre ai contenuti del progetto Life-Gilia, la rassegna dei progetti in corso che interessano l'area di Santa Gilla, la bibliografia in materia ambientale e le pubblicazioni e gli articoli scritti in merito all'area.
Con la prossima assunzione dell'idrobiologo e del perito chimico, verrà dato inizio alle attività di monitoraggio chimico-fisico delle acque, attraverso la rilevazione settimanale, su una maglia di stazioni determinate geograficamente, dei valori di salinità, temperatura, pH, potenziale redox, ossigeno disciolto, torbidità, conducibilità, nonché della velocità delle acque e delle variazioni di livello degli immissari e delle falde sotterranee. è in corso di programmazione l'affidamento ad una Società specializzata della rilevazione di ulteriori parametri chimico-biologici delle acque, dei sedimenti e dell'ittiofauna.

CONVEGNO BARCELLONA 05/11/1998
Intervento dell' Ing. Emanuela Abis Assessore all'Urbanistica del Comune di Cagliari
Obiettivi
L'area urbana di Cagliari (Assemini, Cagliari, Capoterra, Elmas, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Selargius) ha la più alta densità demografica della Sardegna (778 ab./kmq - più di 10 volte superiore al relativo valore regionale) ed esprime un elevato "consumo del territorio"; lo stagno di Cagliari e le Saline di Macchiareddu ad ovest, il vicino stagno di Molentargius ad est, assieme alla piccola penisola detta "Capo Sant'Elia", posta in posizione baricentrale, rivestono una importanza primaria per l'avifauna acquatica del bacino del Mediterraneo, per la vegetazione autoctona e l'ittiofauna presenti. Nonostante le modifiche e trasformazioni ambientali degli ultimi decenni, rappresentano un tipico esempio di ambiente umido del Mediterraneo caratterizzato dalla presenza di acque dolci, salmastre e salate e del particolare valore per le comunità rivierasche che da questa zona umida in buona parte dipendono, sia per le attività legate alla pesca lagunare tradizionale, sia per le attività produttive della saline.
Politica ambientale dell'Amministrazione Comunale di Cagliari
La politica del Governo Municipale di Cagliari è rivolta ad evidenziare le peculiarità ambientali sia delle unità ambientali presenti nel territorio urbano (Stagno di Santa Gilla, Stagno di Molentargius, penisola di Sant'Elia, colle di Tuvixeddu e colle di San Michele) mediante l'istituzione di un insieme di parchi collinari urbani di piccola dimensione e di un unico parco regionale delle zone umide del golfo di Cagliari, sia di quelle esterne al territorio comunale (Parco Regionale dei Sette Fratelli Monte Genis, Parco Geomarino di Villasimius) che potrebbero portare benefici di carattere scientifico, culturale ed economico per i Comuni contermini e per la Sardegna.
Gilia, comuni e area protetta
I Sindaci dei Comuni di Cagliari, Assemini, Capoterra ed Elmas, proponenti del progetto "GILIA - LIFE NATURA 1996", hanno utilizzato per la prima volta nel novembre del 1997, la forma di "associazione volontaria temporanea" mediante la sottoscrizione di una "convenzione" ai sensi dell'articolo 24 della legge n. 142/1990 (Ordinamento delle autonomie locali) riguardante l'attuazione degli interventi di salvaguardia e valorizzazione del Sito di Interesse Comunitario "Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla" e della "Zona di Protezione Speciale", denominata "Stagno di Cagliari". Tale Convenzione indica il Comune di Cagliari quale ente capofila e responsabile del progetto. La titolarità del progetto "GILIA" e la stessa "Convenzione" implicano da parte dei quattro Comuni il riconoscimento dell'importanza ecologica del Sito di Interesse Comunitario e la volontà di costituirvi una Riserva naturale di interesse internazionale (Sito Ramsar, Z.P.S., S.I.C. ITB 000023 Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla), garantendo una sua adeguata gestione. Si sono svolti numerosi incontri promossi dai Comuni "associati" nell'ambito del Progetto "GILIA", al fine di rendere partecipe la popolazione e le attività produttive degli obiettivi del Life e della esigenza di istituire una Riserva naturale nello Stagno di Cagliari (S.I.C. e Z.P.S.). Si nota che tali tematiche sono state condivise anche dalle popolazioni locali e da altri soggetti pubblici e privati (CASIC, Saline Ing. Luigi Contivecchi S.p.A., associazioni ambientaliste).
Accordo di programma
In attuazione del principio della partecipazione degli enti locali alla costituzione e gestione dell'area protetta, ai sensi della L.R. n. 31/1989 e della legge n. 394/1991, si ritiene indispensabile un'azione integrata e coordinata da parte dei soggetti pubblici coinvolti - anche tramite "Accordi di programma", ai sensi dell'art. 27 della legge n. 142/1990 (Enti locali, Regione Sarda, Stato), nel pieno rispetto delle rispettive competenze istituzionali - tesa a promuovere l'istituzione della Riserva naturale "Stagno di Cagliari", alla cui gestione potranno partecipare anche soggetti privati interessati.
Prospettive
Successivamente si potrebbe "costruire" un Parco regionale (di interesse internazionale) che comprenda anche il promontorio di Capo Sant'Elia (S.I.C. - ITB 002243; S.I.C. - ITB 00002242) e il sistema delle zone umide di Molentargius-Saline-Poetto (già Sito Ramsar, Z.P.S. e S.I.C.-ITB 000022), aree di interesse comunitario, la cui gestione integrata darebbe una forte connotazione ambientale alla città di Cagliari, proiettandola, attraverso i rapporti con situazioni ambientali simili (Coto Doñana, Valencia, Delta dell'Ebro, Camargue, Tunisi), in una dimensione mediterranea. Obblighi internazionali e comunitari Lo Stagno di Cagliari è stato inserito sin dal 1977 nella "Lista" delle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, ai sensi della Convenzione di Ramsar, attualmente con una superficie di 3.466 ha (D.M. 3/09/1980). In base all'art. 4 della "Convenzione", alla quale "piena ed intera esecuzione è data" con il D.P.R. n. 448/1976, "ciascuna Parte contraente favorisce la tutela delle zone umide e degli uccelli acquatici creando delle riserve naturali nelle zone umide, indipendentemente dal fatto se siano o meno inserite nell'Elenco, e ne assicura una adeguata sorveglianza" (I° comma).In occasione della quarta Conferenza delle Parti Contraenti, tenutasi a Montreux (Svizzera) nel 1990, lo Stagno di Cagliari (insieme allo Stagno di Molentargius) è stato inserito nel "Montreux Record" delle zone umide di interesse internazionale (Siti Ramsar) da monitorare perchè le loro caratteristiche ecologiche sono cambiate, stanno cambiando o verosimilmente cambieranno.
Nel 1988 il Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste designò un elenco di 74 aree quali "Zone di Protezione Speciale" (Z.P.S.), successivamente aggiornato ai sensi degli articoli 4 e 5 della Direttiva 79/409/CEE (Uccelli selvatici), tra cui anche lo Stagno di Cagliari (Ministero dell'Ambiente, 1997), con una superficie di 3.466 ha (identica a quella del Sito Ramsar: D.M. 3/09/1980), già compreso nella rete "Natura 2.000" da costituire ai sensi dell'art. 3 della Direttiva "Habitat" (92/43/CEE). In attuazione di tale direttiva la Regione Sarda ha proposto nel 1995 lo Stagno di Cagliari come "Sito di Interesse Comunitario" (S.I.C. ITB 000023) per una superficie di 7.040 ha, recentemente ridotta a 6.077 ha (Assessorato della Difesa dell'Ambiente, 1997). In relazione all'importanza internazionale della zona umida ai sensi della Convenzione di Ramsar e delle Direttive "Habitat" e "Uccelli selvatici", vi è una responsabilità diretta dello Stato per i rapporti con gli organismi internazionali (Ramsar Convention Bureau) ed il coordinamento con l'Unione Europea. In considerazione della rilevanza degli interessi internazionali rappresentati dallo Stagno di Cagliari, la classificazione e l'istituzione di una Riserva naturale (statale o regionale) di rilievo internazionale dovrebbe avvenire d'intesa tra Stato e Regione Autonoma della Sardegna, essendo quest'ultima una regione a statuto speciale (articolo 2, comma 3 e 7 della legge numero 394/1991).

ATTIVITA' ECONOMICHE ECOCOMPATIBILI
La realizzazione del progetto LIFE - GILIA prevede un modello di gestione alternativo delle risorse esistenti nell'area vasta della zona umida dello stagno di Cagliari. La novità è rappresentata dal coinvolgimento delle popolazioni locali, che sono chiamate a sostenere con maggior consapevolezza gli sforzi finalizzati alla ricomposizione degli equilibri naturali. La situazione attuale evidenzia purtroppo insostenibili sovrapposizioni di interventi, contrasti urbanistici ed economici, inquinamento diffuso della zona umida e poca visibilità delle linee di governo del territorio. Il perfezionamento del modo di produrre degli ultimi decenni, unito a una migliore utilizzazione di beni e servizi, con il raggiungimento di alti livelli della qualità di vita, ha portato all'obsolescenza di molte strutture produttive, mettendo in discussione processi di produzione industriale e impianti produttivi che utilizzavano, e tuttora impiegano, sostanze inquinanti e pericolose, nonché sistemi di scarico, di depurazione e di eliminazione dei rifiuti non adeguati. alcuni prodotti eccedenze La crescente diffusione delle problematiche ambientali ha indotto le Autorità pubbliche e gli operatori economici privati a degli interventi mirati, al fine di contenere, e in molti casi eliminare, le conseguenze negative della dispersione di sostanze nocive. In questo senso lo sviluppo del fenomeno dell'agricoltura eco-compatibile è legato all'aspetto metodologico. Si tratta di prevenire l'instaurarsi di una flora spontanea spesso dannosa, come anche il propagarsi e il perpetuarsi di malattie fungine causate dall'accumulo di tossine, riequilibrando le asportazioni di elementi nutritivi dal suolo e procedendo a rotazioni colturali e all'attivazione di metodi produttivi globalmente definiti LOW IMPACT che comprendono, oltre al biologico, l'"integrato".
Per queste ragioni il sistema produttivo dell'agricoltura in senso lato (silvicoltura, orticoltura, frutticoltura, piante officinali, allevamento e piscicoltura) dovrà possedere almeno tre requisiti: dovrà essere efficiente, redditizio a livelli superiori rispetto ai sistemi tradizionali a forte impatto ambientale, e soprattutto duraturo, ovvero con metodologie applicate per un arco temporale di medio-lungo periodo. Una sfida di cosi vasta portata, che coinvolga sia il settore agricolo sia quello industriale - artigianale, garantirebbe un recupero dell'intero eco-sistema. Pertanto, l'importanza e la rilevanza del progetto GILIA nel contesto europeo ed in particolare nel Mediterraneo potranno essere assicurate con progetti di investimento sulle produzioni ecocompatibili, con opere pubbliche di risanamento e con comportamenti produttivi finalizzati allo sviluppo sostenibile dell'area. Questa trasformazione potrebbe favorire il turismo naturalistico, verde, rurale e culturale, settore ancora vergine in Sardegna. Non resta che scandagliare le numerose opportunità attualmente esistenti nel sito d'interesse comunitario e nei suoi dintorni, ancora da cogliere, come l'antica ed "eco-compatibile" attività dell'estrazione del sale.

ATTIVITA' SVOLTE
10/01/1998
Convegno a Cagliari per la presentazione del progetto Life-Gilia.
11/02/1998
Incontro con il Direttore degli Stabilimenti ENICHEM ed ING. CONTIVECCHI in cui si è proposta una ipotesi di adesione ad un accordo bilaterale che coinvolga attivamente ENICHEM e C.A.S.I.C., sia negli interventi, sia nella fase di controllo dell'avanzamento delle attività che verranno individuate nel Piano di Gestione.
12/03/1998
Incontro di lavoro, presso la Sala Consiliare del Comune di Cagliari, con le Associazioni Ambientaliste, per illustrare i contenuti e le finalità del Piano di Gestione.
14/03/1998
Incontro di lavoro, presso la Sala Consiliare del Comune di Assemini, con i rappresentanti delle municipalità ed i privati territorialmente interessati dal progetto Life-Gilia.
18/03/1998
Incontro di lavoro, presso la Sala Consiliare del Comune di Elmas, con i rappresentanti delle municipalità ed i privati territorialmente interessati dal progetto Life-Gilia.
20/03/1998
Incontro di lavoro, presso la Sala Consiliare del Comune di Capoterra, con i rappresentanti delle municipalità ed i privati territorialmente interessati dal progetto Life-Gilia.
25/03/1998
Incontro con il Presidente del C.A.S.I.C. per esporre le attività programmate, tra le quali la ristrutturazione dei locali di una palazzina a due piani, posta in località "Terr'e Olia", attualmente di proprietà del C.A.S.I.C.
Durante tale incontro il Presidente del C.A.S.I.C., ha illustrato sommariamente una minuta del nuovo Piano dell'area industriale, in cui viene prevista la realizzazione di un importante asse viario (maggiore larghezza rispetto all'attuale strada litoranea per 18 m.) e di vaste aree da destinarsi ad itticoltura intensiva.
03/11/1998
Partecipazione al Convegno "Life Nature a tool for the conservation of Mediterranean wetland, analysis and evaluation". Durante tale Convegno è stato presentato il Piano di Gestione nella stesura finale e sono state illustrate le attività svolte.
01/12/1998
Deliberazione di Giunta Municipale del Comune di Cagliari.
Approvazione Piano di Gestione.
29/12/1998
Deliberazione di Giunta Municipale del Comune di Capoterra. Approvazione Piano di Gestione.
30/12/1998
Deliberazione di Giunta Municipale del Comune di Elmas Approvazione Piano di Gestione.
07/01/1999
Deliberazione Giunta Municipale del Comune di Assemini. Approvazione Piano di Gestione.
10/02/1999
Riunione del Comitato di Gestione del progetto Life-Gilia.
Riconferma dei membri del Comitato Tecnico Scientifico e nomina dell'Ing. Responsabile del Progetto Life-Gilia.
24/02/1999
Riunione del Comitato di Gestione. "Modalità di appalto e di progettazione per le attività previste nel Piano di Gestione del Progetto Life-Gilia.
15/06/1999
Riunione del Comitato di Gestione con il coordinatore del P.I.A. 6 Sud Santa Gilla e il rappresentante del Consorzio Ittico Santa Gilla per l'esame del progetto di gambericoltura. Firma di un accordo di lavoro per il monitoraggio scientifico.

ATTIVITA' FUTURE
Settembre 1999
Newsletter
Settembre 1999
Seminario informativo per illustrare le azioni svolte ed i risultati raggiunti nel I anno di monitoraggio ambientale e durante la campagna straordinaria di inanellamento del mese di agosto.
Novembre 1999
Assunzione di un Idrobiologo e di un Perito Chimico.
Novembre 1999
Acquisto dei materiali per il monitoraggio chimico-fisico dell'acqua stagnale.
Dicembre 1999
Rimozione materiali nelle discariche selvagge, disposte lungo le sponde dello Stagno e degli immissari, per una estensione di circa 100.000 mq.
Dicembre 1999
Recinzioni a protezione degli emissari dello Stagno e dei canneti, per una estensione di circa 3.500 metri.

IL POLLO SULTANO
Caratteristiche
Il Pollo sultano (Porphyrio porphyrio) appartiene all'ordine Gruiformes e alla famiglia Rallidae. È caratterizzato da dimensioni notevoli (circa il doppio della Gallinella d'acqua), dal colore turchese del piumaggio, ad esclusione del sottocoda bianco, dalle zampe e dita lunghe di colore rosso, come anche il robusto becco e l'ampia placca frontale, segni distintivi che contribuiscono a creare l'immagine di un uccello tropicale. Gli immaturi sono di un colore bruno-grigio, i pulli sono coperti di piume filiformi nere e brillanti, hanno le zampe piuttosto robuste tendenti al rosa, e il becco grigio argenteo cuneiforme. Le grosse zampe, dotate di lunghissime dita, consentono al Pollo sultano di arrampicarsi agilmente su canne e tife, di camminare con leggerezza sulla vegetazione galleggiante e di afferrare col 'pugno' frutti di ninfee, rizomi e foglie di piante acquatiche che costituiscono la maggior parte della sua dieta. Vola per brevi tratti generalmente a bassa quota con le lunghe zampe pendenti che superano notevolmente la coda. Le ali arrotondate lo fanno apparire un volatore mediocre. Se disturbato scappa rumorosamente e si nasconde tra la vegetazione, emettendo il grido d'allarme. Nuota con movimenti ritmici, simili a quelli della Gallinella d'acqua; quando si sente in pericolo può anche tuffarsi, facendo emergere ogni tanto la testa per respirare.
La voce è varia e comprende una successione di suoni simili ad un "cri cri cri cri" in crescendo che, rallentati, somigliano a quelli trombettanti della Gru. Oltre alle sue espressioni vocali, sono le tracce delle dita lasciate nel fango e i residui di rizomi, di tife, canne palustri e giunchi, a rilevare la presenza di questo rallide piuttosto riservato.
Ha la vista acuta e può sostare a lungo immobile nei canneti se si accorge di qualche movimento sospetto, avvicinandosi cautamente per verificare la situazione e dileguandosi definitivamente nel folto della vegetazione palustre accertato il pericolo.
Distribuzione
Il Pollo sultano è una specie di probabile origine indo-africana ed è presente in ben quattro regioni biogeografiche: paleartica, etiopica, orientale o indiana e australiana. Si tratta di una specie politipica, della quale sono state descritte ben 24 sottospecie, raggruppate in 6 semispecie allopatriche che si distinguono soprattutto per la colorazione del piumaggio e per lievi differenze strutturali in relazione al peso e alla forma della placca frontale. La semispecie nominale porphyrio è circoscritta ai paesi del Mediterraneo occidentale; il gruppo madagascariensis è diffuso in Egitto e nell'Africa etiopica con diverse sottospecie; il gruppo poliocephalus è presente nella regione caspica, si estende attraverso il subcontinente indiano e arriva fino alla Tailandia e all'isola di Sumatra; la semispecie pulverulentus è circoscritta alla Filippine; il gruppo indicus è presente nell'Asia sudorientale, incluse le isole Sonda e, infine, la semispecie melanotus frequenta il continente australiano e l'Oceania, la Nuova Guinea e la Nuova Zelanda. Le 6 semispecie, ormai geograficamente isolate, derivano da un'unica popolazione iniziale e formano una superspecie che costituisce un buon esempio di processo di speciazione geografica in atto. Infatti le semispecie sono costituite da popolazioni che hanno compiuto già parte del percorso per diventare specie a tutti gli effetti. La sottospecie nominale è presente con contingenti apparentemente isolati nella parte meridionale della penisola iberica, nei paesi del Maghreb e in Sardegna. Risulta scomparsa in Sicilia e nelle coste della Francia meridionale. Nelle Baleari, nel delta dell'Ebro e nelle zone umide costiere di Valencia è stata recentemente reintrodotta con ottimi risultati.
La popolazione totale del Pollo sultano nel Mediterraneo occidentale si aggira intorno alle 4.500 coppie, di cui circa 3.000 si trovano in Spagna, e circa 500 in Sardegna, corrispondenti, queste ultime, a oltre il 10% della sua consistenza numerica mondiale.
Habitat
L'habitat del Pollo sultano è costituito da canneti, tifeti e giuncheti più o meno estesi, confinanti con specchi d'acqua, stagni e laghi costieri, in genere poco profondi, e fiumi orlati di piante acquatiche; localmente è presente anche in laghi artificiali e nei canali di bonifica, purché coperti da folta vegetazione palustre. La ricerca del cibo avviene lungo i bordi dei canneti o al loro interno e sulle associazioni galleggianti di idrofite, come le ninfee; può frequentare anche risaie e prati asciutti e arrampicarsi abilmente per raccogliere col becco i semi di canne. In Sardegna vive negli stessi ambienti della Gallinella d'acqua, della Folaga, del Porciglione, del Tarabusino, del Germano reale, del Fistione turco, del Moriglione e del Tuffetto.
Biologia
La biologia riproduttiva e l'etologia del Pollo sultano sono poco conosciute. La forma nominale porphyrio vive in monogamia, anche se casi di promiscuità all'interno di un gruppo non sono infrequenti e si manifestano con la partecipazione di tutti i membri all'allevamento della prole. Il nido viene costruito sia all'interno del canneto lungo il suo bordo, talvolta è dotato di una rampa di accesso di canne piegate. La grandezza delle covate varia tra le 3 e le 5 uova che vengono deposte ad intervalli giornalieri. L'incubazione comincia con la deposizione dell'ultimo o del penultimo uovo e dura dai 23 ai 25 giorni. L'aspetto più interessante del ciclo riproduttivo del Pollo sultano è l'apparente mancanza di un ritmo biologico annuale. Sono stati trovati nidi e pulli in tutte le stagioni dell'anno e sinora si vanno delineando due periodi preferenziali di deposizione: i mesi compresi tra novembre e gennaio e quelli tra marzo e maggio. In Sardegna mancano osservazioni di nidi e pulli soltanto per il mese di ottobre. Il prolungato periodo riproduttivo del Pollo sultano nel Mediterraneo potrebbe costituire una residuale caratteristica biologica di questa specie di origine indo-africana. Di fatto solo nelle zone tropicali le specie nidificano in tutte le stagioni.
Santa Gilla
La parte alta dello Stagno di Cagliari, intorno alle foci del Cixerri e del Mannu, e lo Stagno di Capoterra costituivano, fino a qualche decennio fa, delle roccaforti di questa specie in Sardegna. Le opere di bonifica idraulica, la ristrutturazione delle saline e il generalizzato aumento delle acque salate hanno fatto diminuire progressivamente i vasti canneti e tifeti e di conseguenza l'habitat del Pollo sultano. Infatti delle oltre 30 coppie censite nella seconda metà deglianni '70 oggi sono rimaste forse meno di 10 coppie, tutte concentrate nella parte nord-orientale dello stagno, in territorio di Assemini, dove è tuttora consentita l'attività venatoria. La specie è legalmente tutelata e gode inoltre della particolare protezione della Direttiva comunitaria "Uccelli selvatici". Il calendario venatorio regionale prevede per il trasgressore, oltre alle sanzioni penali, una sanzione amministrativa il cui importo, per ogni capo di Pollo sultano catturato, è stato fissato in lire 5.000.000.

PROGRAMMA FORMAZIONE
Il 10 giugno scorso è stato presentato il programma relativo alle attività di formazione previste nel Piano di Gestione
Sono partiti i corsi di formazione per funzionari degli enti pubblici nell'ambito del Progetto Life Natura Gilia. Tali corsi, che sono finanziati con i fondi del Progetto e sono rivolti agli impiegati dei comuni coinvolti.
Nel progetto i Comuni di Cagliari, Elmas, Capoterra e Assemini mirano a creare competenze specifiche circa le normative comunitarie e i relativi regolamenti. In questo modo, le strutture dell'ufficio tecnico operativo del progetto Gilia sono allargate ricorrendo al personale degli Enti Locali.
Si garantirà così la massima flessibilità, mantenendo tra i vari soggetti partecipanti quel coordinamento che ha già riscosso giudizi positivi.
Parallelamente, l'ufficio tecnico del piano di gestione, che comprendeva un Ingegnere e un Geometra, è stato potenziato con l'assunzione di un altro geometra, un dattilografo e un operaio.
Un Biologo, un Geologo e un Idrobiologo completeranno, infine, l'organigramma.

INCONTRI E MANIFESTAZIONI
Una peculiare mostra quella dedicata allo stagno di Santa Gilla allestita nei locali della scuola di Santa Caterina a Cagliari. Formata da pannelli esplicativi e fotografici che sintetizzano in maniera chiara e semplice i dati sulle caratteristiche della flora e della fauna locali, ha tratteggiato anche l'evoluzione delle antiche attività svolte nella zona dello stagno, prefigurando le future attività eco-compatibili. Un allestimento e un'esposizione svolti con rigore eccezionale considerata la giovanissima età di chi ci ha lavorato: i bambini delle classi elementari. Una vera e propria elaborazione, da parte dei bambini, dei principali aspetti e momenti del progetto di rivalutazione dello stagno di Santa Gilla. Un piacevole modo per coniugare l'educazione ambientale attraverso un'elaborazione semplice e comprensibile dei punti principali, degli obiettivi e delle finalità del progetto. Non meno importante la parte riservata alle origini storiche della zona, che ha permesso ai bambini di acquisire maggior consapevolezza sull'importanza della conservazione del patrimonio storico-culturale.

CONFERENZE
Una volta concluse le operazioni di inanellamento, l'importante avvenimento è stato presentato alla stampa e al pubblico nella sala convegni dell'Enichem. Dopo un breve saluto dell'Ing. Mario Corazza, padrone di casa, e alla presenza del Sindaco di Assemini, Paolo Mereu, del Sindaco di Elmas, Mario Mura, e dell'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Cagliari, Alessandro Cosentino, Helmar Schenk, componente del CTS del progetto Gilia ha illustrato l'evento e commentato l'anteprima del video girato durante le varie fasi della campagna straordinaria di inanellamento dei fenicotteri di Santa Gilla.

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